martedì 8 marzo 2011

tubino nero

Disegnato da Chanel nel 1926, fu chiamato da Vogue il "Ford Dress" perchè, come la Ford T divenne subito una moda, anche questo abito divenne famoso in tutto il mondo e in un lo colore: il nero. Negli anni '60 Givenchy lo elevò ai massimo livelli di rigore e sofisticatezza, mentre una donna - Audrey Hepburn - divenne la personificazione vivente del tubino nero per eccellenza.
L'abito indossato da Audrey nella scena di apertura di Colazione da Tiffany è forse il più iconografico in assoluto.
Però c'è anche quello che indossava in Sabrina per uscire con Humphrey Bogart che invitava le donne a scoprire le clavicole e ad affidarsi a un push-up di tanto in tanto (cosa che Audrey non fece mai più). 
O la versione più seducente che indossava in Insieme a Parigi.
Prima di morire, nel gennaio del 1993, Audrey donò a Givenchy più di 25 abiti che le aveva fatto, tuttora da lui conservati nel suo appartamento di Parigi. Li sta distribuendo uno a uno nei musei di tutto il mondo. Nei dicembre del 2006 mise all'asta per beneficienza l'abito di Colazione da Tiffany e il ricavato andò a City of Joy Aid, un' associazione che aiuta i poveri dell'India.
All'epoca in cui fu annunciata, nessuno sapeva a quanto avrebbe potuto arrivare l'offerta, perchè dopotutto era l'abito più famoso appartenuto alla donna più chic del mondo. Però si sapeva che sarebbe stata una cifra molto alta. Infatti all'asta non parteciparono solo stilisti, editor di Vogue, fan di Audrey di tutto il mondo, ma anche operatori di Wall Strett che volevano impressionare la moglie, Tiffany & Co., oltre a tre quarti della popolazione di Giappone, Cina e San Francisco. Anche solo per potersene vantare, moltissimi fan di Audrey in tutto il mondo avrebbero tanto voluto mettere le mani su quell'abito e allo stesso tempo aiutare l'associazione.
Per la cronaca l'abito di Colazione da Tiffany è stato venduto per 920.000 dollari  - sei volte la cifra stimata - all'asta  del 7 dicembre 2006. Secondo il sito di Christie's , è stato acquistato via telefono da un privato europeo e ha segnato un record mai raggiunto per la vendita di un abito proveniente da un film. 
"Ho le lacrime agli occhi. Sono sconcertato dal fatto che un pezzo di stoffa appartenuto ad un' attrice così magica ci permetta di comprare mattoni e cemento affinchè tanti bambini poveri possano andare a scuola."
Dominic Lapierre

Una star

E' come se gli idei avessero guardato giù sorridendo e avessero scelto lei. A 25 anni era già sopravvissuta al nazismo, aveva rischiato di morire di fame, aveva baciato Gregory Peck, conosciuto Givenchy, vinto un Oscar e un Tony, era già stata fidanzata e lasciata, era cresciuta senza padre ed era stata scoperta da William Wyler, aveva affascinato la scrittrice Colette, posato per la pubblicità di un sapone a Londra ed era apparsa sulla copertina del "Time" in un epoca in cui significava ancora molto.
Insomma, non era come noi. In realtà, indipendentemente dal fatto che vadano in giro in maglietta con in mano una tazza di Starbucks o con gli occhiali da sole e il cappellino in testa, gli attori non sono mai come noi, non possono esserlo, loro sono "noi" in grande: il noi che vorremmo essere. Tutte le grandi donne  e i grandi uomini godono della benevolenza del destino. Come dicevano i greci, se non avessimo eroi, ce li inventeremmo.
"Mi colpì perchè era sveglia, elegante, piena di talento e di ambizioni"
William Wyler dopo aver incontrato Audrey nel 1951

domenica 6 marzo 2011

quasiacustico tour ligabue 2011

"... ringrazio i tecnici, che sono stati eccezionali: hanno smontato e rimontato questo palco ogni giorno... si perchè ho voluto cambiare teatro ogni sera anchese  eravamo nella stessa città per 3 date. Non è stato solo un capriccio del sottoscritto, è che abbiamo voluto regalare ogni sera uno spettacolo diverso, anche grazie alla magia del teatro. Ringrazio anche i musicisti, che hanno fatto un lavoro mastodontico riadattando e studiando più di 80 pezzi... suonando per 30 concerti in 40 giorni...
questa è stata la tappa conclusiva del tour e anche se non siamo in un teatro è importante per me suonare nella mia città e allo stesso tempo sostenere un associazione importante come il GRADE..."
così conclude il Liga l'ultimo concerto di quasiacustico tour 2011 
venerdi 4 marzo al Pala Bigi di Reggio Emilia.
come sempre da pelle d'oca... sono indescrivibili le emozioni che suscita ogni volta sentire il Liga dal vivo... questa versione acustica (o quasi acustica) del suo concerto è stata davvero profonda, l'inserimento di diverse chitarre, bengio, violoncello e altri strumenti classici con ha fatto altro che dare più emozione e far emergere sensazioni nuove dalla musica e dalle parole... anche quelle di 20 anni fà.
Divertenti anche i racconti che accompagnano le canzoni in particolare l'aneddoto che precede balliamo sul mondo; il Liga racconta di come gli venne annunciata la partecipazione a San Remo Rock del 1990 e dei festeggiamenti alcolici che accompagnarono il dopo esibizione (cerca il video su youtube) molto buffo!!!
Per noi reggiani, fans di Ligabue questo è un anno memorabile... il 16 luglio si ripeterà l'evento al Campo Volo: il tempio del Rock... speriamo solo che non ci siano più problemi di audio-suono,
nell'attesa godiamoci il Ligabue Day al cinema il 23 marzo



lunedì 28 febbraio 2011

mercanteinfiera

Come ogni anno a febbraio mi reco in  'spedizione vintage' al mercanteinfiera di Parma.
Anche ieri ho scelto di approfondire il padiglione del modernariato, dove posso immergermi completamente nei gioielli e nelle molteplici borsette che spaziano da Vuitton, Hèrmes, Chanel, Gucci, Emilio Pucci e molti altri; insieme alla mia compagna di avventure Fashion... Greta
mentre i nostri consorti si fermano a contemplare le favolose collezioni di orologi d'epoca.
I nostri occhi vengono rapiti dalle fantastiche  matelasse  di Chanel anni '80 di diverse dimensioni e colori; ma i prezzi non sono accessibili per il nostri portafogli... anche sè la frase ricorrente è sempre la stessa: '...sarebbe comunque un investimento!!!' ma non possiamo permetterci di spendere 1550 euro per una matelasse rossa di 10X15 cm
questa immagine è presa in prestito dal sito,
non è quella di cui parlo sopra
nonostante sia veramente meravigliosa!!!
La mia amica Greta è innamorata delle stupende fantasie di Emilio Pucci;  quindi rovistiamo in un mucchio di foulard dai colori brillanti adattissimi alla primavera, uno in particolare abbaglia i nostri occhi perchè sarebbe perfetto da abbinare alla Dolce&Gabbana bag azzurro acqua di Greta. Chiediamo il prezzo: 250 euro!!!! Prima di svenire ci accorgiamo che è macchiato in un angolo... lo facciamo notare alla rivenditrice: lei dice che può farci uno sconto... 200 euro sono comunque troppi per un foulard vintange e c'è nè andiamo deluse.


La caccia continua e ci soffermiamo su delle stupende Vuitton in stampa classica e chiacchierando con una signora impariamo un particolare importante: certi modelli in stampa classica sono ricavate da una tela unica quindi da un lato il marchio LV è capovolto... questo è un dettaglio che rende la borsa più prestigiosa, esattamente il contrario di quello che pensavamo noi... cioè ' ....quel bauletto e sicuramente contraffatto: guarda le lettere che sono sotto-sopra...!'
Abbiamo ancora tanto da imparare in campo di griffe...
La passeggiata termina tra le vetrine contenenti i gioielli di Madamme Coco: orecchini, catene e bracciali charms con le indimenticabili  due C incrociate, numero 5 e leoni;  i simboli che hanno segnanto la vita di Gabrielle Chanel (vi consiglio la lettura della biografia.... molto interessante) 



in conclusione: non abbiamo acquistato niente... che prezzi ragazze!!! Credo proprio che passeremo la primavera alla caccia di mercatini dell'usato più alla nostra portata... sperando di trovare accessori fashion  vintage!!!!
Il prossimo appuntamento è il 13 marzo al Mercatino del Riutilizzo in Polveriera (Reggio Emilia).

venerdì 25 febbraio 2011

acconciature PE 2011

si parte con una treccia, poi a metà
lunghezza si riportano su le tre ciocche
puntandole sulla nuca con le forcine
by Cacharel 

coda bassa ripiegata su se stessa
legata con un laccio e fermata al centro
della testa con forcine
by Rucci

rivisitazione della banana
anni '60
non cotonata
legata stretta
spettinata nella parte alta
by Vera Wang

banana anni '60
molto Audrey Style
in Holly Golightly
un classico di stile
perfetto per le occasioni importanti
by YSL

capello leggermente mosso:
dividere la lunghezza in diverse
ciocche, una alla volta devono
avvolgere la circonferenza della
testa ed essere fermate con forcine.
by Celine B.
Come descrivere lo chignon: innanzitutto permette a qualsiasi donna di districarsi in qualsiasi situazione, formale e non;   ordinato e sistemato verso l’alto, mette in risalto un esile collo, ma può anche alleggerirne uno più spesso. Un’acconciatura perfetta, se hai scelto un abito dal décolleté importante, scollato, o anche peril dolcevita più castigato. Se siamo interessate al mondo della moda, le passerelle del prêt-à-porter insegnano che la tendenza del momento  è quella di uno chignon meno costruito e più selvaggio, da appoggiare sulla nuca o da suddividere a ciocche, da annodare o da chiudere a cipolla.
by Max Azria

fashion hair extension

quante di voi vorrebbero capelli lunghi per sbizzarrirsi con le acconciature più glamour e chic anche solo per una serata speciale?
con le extension a clip il problema è risolto con una spesa contenuta (60 euro) avrete capelli lunghi, veri del colore identico al vostro, le potrete mettere e togliere a piacimento in autonomia ogni giorno.
si possono tingere, lavare, piastrare, arricciare, pettinare e acconciare e credetemi: nessuno si accorgerà che sono posticci!!! provare per credere!
raccogliere i capelli, cotonare con
il pettine la radice sulla quale si
 desidera applicare la strisciata
infilare i mini-pettini dall'alto
al basso e chiudere le clip.
ripete l'operazione per ogni
ciocca si desidera applicare.



mercoledì 23 febbraio 2011

allarme cosmetici contraffatti



Barbie al piombo, cibo per cani e gatti alla plastica, conserve di pomodoro avariate, termos all’amianto, yo-yo con acqua di fogna, pigiami per bambini alla formaldeide, scarpe al cromo, abiti trattati con coloranti irritanti, dentrifici all’anticongelante.
Per i prodotti cinesi non è un bel periodo: negli ultimi mesi si sono scoperti decine e decine di prodotti di largo consumo contaminati da ogni tipo di inquinante oppure conservati malamente o ancora oggetti contraffatti, che non potevano garantire quindi le misure standard di sicurezza.
Perché il marchio CE (Conformità Europea) è una garanzia, ma molti prodotti d’importazione cinese ne recavano uno simile, ma non identico, con le lettere appena più distanziate, oppure più grandi o scritte in un font differente: le stesse lettere (CE) che però in questo caso stanno per “China Export”.

marchio China Export
marchio comunità europea
fate attenzione perchè la differenza sta solo nella distanza tra le lettere
(la mostro con il reticolo per farvi vedere che dovrebbe comporre un cerchio immaginario)

Inutile sottolineare che, molto spesso, per chi non ne è a conoscenza, è difficile distinguere qual è il marchio giusto, e quindi, si suppone, sicuro.
Resta il fatto che, facendo attenzione ai propri acquisti e imparando a leggere le etichette si possono evitare brutte sorprese.
Oltre ai giocattoli e ai prodotti in pelle, gli oggetti più contraffatti sono i profumi e i cosmetici.
Ombretti e rossetti griffati venduti a prezzi scontatissimi attirano le ragazzine, ma anche le donne mature, perché apparentemente non c’è nulla di strano: confezioni identiche, stesso marchio, stessa pubblicità.
Eppure il prezzo, esageratamente basso, dovrebbe far capire che si tratta di prodotti contraffatti, che, oltretutto potrebbero contenere sostanze dannose per il nostro organismo.
E a volte si tratta di sostanze legalizzate, come nel caso di due composti chimici molto pericolosi in dosi elevate, gli ftalati e i muschi sintetici, che si trovano praticamente in quasi tutti i profumi e i cosmetici e sono utilizzati comunemente come solventi dell’alcool.
Il problema è che la loro eventuale presenza è segnalata raramente sull’etichetta del prodotto, infatti l’utilizzo di questi componenti è obbligatorio per legge nella denaturazione dell’alcool etilico.
Quindi, non è possibile sapere nemmeno in quali quantità i due composti sono presenti nei prodotti, per poter così regolarsi di conseguenza, preferendo quei prodotti che contengono una soglia minima di ftalati e muschi.
Ma quali sono esattamente i rischi dell’utilizzo di prodotti di importazione asiatica o prodotti contraffatti?
Le reazioni sono in genere locali, cioè si manifestano sulla cute e variano a seconda dell’uso e del tipo di prodotto: ovviamente i saponi, i detergenti e gli shampoo sono meno pericolosi dei prodotti senza risciaquo come deodoranti, tinture per capelli, creme di bellezza.
Inoltre la penetrazione di sostanze dannose è più facile nelle zone in cui la pelle è sottile (palpebre, bordi delle dita) rispetto ad altre zone, come i palmi delle mani. Infine, i prodotti alcalini (come le creme depilatorie), a differenze di quelli a Ph neutro (saponi neutri), sono molto più aggressivi.
Le reazioni implicano solitamente bruciore, sensazione di fastidio, prurito, fino ad arrivare a vere e proprie manifestazioni allergiche (come arrossamenti cutanei, vescicole, eczemi), o a reazioni molto più drastiche, come le intossicazioni da piombo o mercurio.
Ovviamente, gli effetti sono tanto più eclatanti quanto più il soggetto è giovane: il rischio di esposizione al piombo, ad esempio, è maggiore nella prima infanzia, quando il cervello è ancora in formazione.
Come fare allora per non incorrere in questi problemi?
E’ importante il luogo d’acquisto: evitare bancarelle e mercatini anche se i prezzi possono essere molto allettanti.
Va evitato anche l’acquisto via Internet, a meno che non si abbia assoluta certezza della provenienza dei prodotti che si vogliono acquistare.
Fondamentale è saper leggere l’etichetta, che deve essere sempre essere scritta anche in italiano.
Qui vengono indicate: la funzione del prodotto, l’eventuale data di scadenza, le modalità di impiego e le avvertenze, il contenuto in grammi o millilitri.
Ma soprattutto l’etichetta deve riportare il nome e la ragione sociale del produttore o del responsabile del cosmetico.
Se manca il nome e l’indirizzo il prodotto è irregolare e quindi potenzialmente pericoloso.
Meglio desistere quindi e pazienza se per il lip gloss o il mascara dovremmo spendere il doppio o il triplo: almeno per i prodotti di uso quotidiano bisognerebbe essere molto attente!